Agricoltura, Confeuro: “Da Ue 1 miliardo ma pochi risultati: Conte Conti allarmante”

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Agricoltura, Confeuro: “Da Ue 1 miliardo ma pochi risultati: Conte Conti allarmante”

“Quanto emerge dalla relazione speciale della Corte dei Conti europea è un chiaro allarme, che non può essere ignorato: praticamente un miliardo di euro investito dall’Unione Europea tra il 2014 e il 2022 per l’innovazione in agricoltura non avrebbe prodotto i risultati attesi. È un dato che preoccupa profondamente e che impone una riflessione seria sulla gestione delle risorse comunitarie destinate al settore primario”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro-Confederazione Agricoltori Europei, commenta le conclusioni dei revisori Ue, “che evidenziano come oltre la metà dei progetti finanziati non avrebbe generato risultati concreti e come solo un quarto delle iniziative sarebbe riuscito a tradursi in soluzioni realmente adottate su larga scala dalle imprese agricole. Si tratta di numeri preoccupanti – prosegue Tiso – che certificano una distanza evidente tra la programmazione europea e le reali esigenze degli agricoltori. Non possiamo permetterci che fondi destinati alla modernizzazione delle campagne restino intrappolati in percorsi burocratici o si traducano in interventi di scarsa utilità pratica. Ancora più grave è il fatto che uno strumento pensato per sostenere l’agricoltura abbia spesso finanziato attività con un legame marginale rispetto al lavoro nei campi: un paradosso che mina la credibilità dell’intero impianto di sostegno”. Secondo Confeuro, l’innovazione tecnologica rappresenta una leva strategica imprescindibile per affrontare le sfide della competitività, della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare. Tuttavia, sottolinea Tiso, “l’innovazione deve essere concreta, accessibile e orientata ai bisogni reali delle aziende agricole, in particolare di quelle piccole e medie, che costituiscono l’ossatura del comparto europeo. Serve una programmazione di lungo periodo, strutturata e coerente – conclude Tiso – con investimenti mirati e vincolati realmente al settore primario. Ma soprattutto è necessario coinvolgere in maniera stabile e sistematica le organizzazioni agricole e le associazioni di rappresentanza nella fase di pianificazione e valutazione dei progetti e degli investimenti. Solo così le risorse europee potranno trasformarsi in strumenti efficaci di crescita e sviluppo per le nostre imprese agricole, evitando che l’ennesimo allarme resti inascoltato”.