I “Casalinghi Disperati” al Teatro Roma: quando la convivenza maschile diventa una polveriera.

Condividi:

I “Casalinghi Disperati” al Teatro Roma: quando la convivenza maschile diventa una polveriera.

Giovedì scorso ero in platea al Teatro Roma, in via Umbertide, per vedere Casalinghi Disperati, la commedia scritta da Cinzia Berni e Guido Polito con la regia di Nicola Pistoia. E devo dire che è stata una di quelle serate in cui si ride dall’inizio alla fine, senza sconti.
La storia parte da una situazione tragicomica: tre uomini divorziati, con le tasche vuote e poca autonomia domestica, vivono insieme per sbarcare il lunario. Già il trio di coinquilini è un piccolo spettacolo nello spettacolo. C’è il classico “macho” tutto palestra e tartaruga, fissato con la forma fisica; l’impiegato tradizionalista che esce ancora la mattina in giacca e cravatta; e poi c’è lui, il coinquilino gay che è un vero spasso e che dispensa consigli sul come comportarsi con le donne perché legge una rivista tutta al femminile.
Il bello è che a un certo punto arriva Roberto a completare il quadro. È l’ultimo arrivato, piombato in casa dei tre disperati perché la moglie, Silvana, lo ha mollato per un altro, un tassista. Roberto è completamente fuori di testa per il dolore: il suo umore oscilla al punto da far pensare che sia bipolare. Da lì in poi è un crescendo di gag, battute colorite e botta e risposta in perfetto stile romano.
Il testo funziona perché unisce la sensibilità della scrittura di Cinzia Berni con la comicità più diretta di Polito, e la regia di Nicola Pistoia dà al tutto un ritmo pazzesco, lasciando che gli attori si muovano con una naturalezza ed una presenza scenica incredibile. Nessuna macchietta esagerata, solo tanta ironia e situazioni in cui è facilissimo rispecchiarsi.
Se vi capita di passare all’Appio Latino, andate a vederlo: è un’ora e mezza di risate che merita davvero.

A cura di S.C.