
“Le deroghe al provvedimento proposto dal Governo Meloni sul tetto degli studenti stranieri per classe suggeriscono già la soluzione, e la scuola la conosce da tempo: le classi aperte. Se il problema è la competenza in italiano o in matematica, si organizzano gruppi di livello trasversali alle classi, come facciamo già con l’inglese quando i corsi vengono attivati, non per classe di età ma per livello.
Si lavora sulle competenze, non sui passaporti” è quanto ha dichiarato Laura Scalfi, direttore generale del Polo Veronesi e componente della Segreteria nazionale di ORA!. Ha proseguito affermando che “il tetto del 30% è una risposta aritmetica a un problema pedagogico. Il vero corto circuito è ideologico: si eliminano i corsi di italiano per stranieri, si riducono alla scuola le risorse proprio per questo tipo di interventi, e poi si vuole un tetto che ammette deroghe solo se lo studente straniero conosce bene l’italiano.
Prima si toglie lo strumento-sottolinea Scalfi- poi si penalizza chi non ha potuto usarlo. Un governo che taglia le ore di italiano per stranieri e poi chiede il 30% non sta risolvendo un problema: lo sta fabbricando, per poterlo agitare in campagna elettorale” termina Laura Scalfi.